lunedì 23 gennaio 2017

Il confronto che vorremmo. No ai personalismi, confronto serrato sui contenuti.



Quattro anni fa il sistema delle società partecipate dal Comune era parecchio disastrato. E non stiamo parlando di società di secondaria importanza nella vita degli alessandrini: gas, elettricità, acqua, reti fognarie ma anche igiene urbana e quindi raccolta e smaltimento dei rifiuti così come trasporti pubblici. 

Dopo pochi mesi dall’insediamento della nostra Giunta abbiamo deciso di puntare sulla principale di queste aziende, la storica A.M.A.G., scegliendo un nuovo competente management che, pochi mesi dopo, precisamente a giugno del 2014 ha varato un piano industriale di durata triennale.

A raccontarlo ora sembra di parlare di cose facili ma tutti certamente ricordano le numerose polemiche, sterili e strumentali, che hanno accolto le nostre scelte di allora. E come se non bastasse, ai critici si unirono subito quelli che prevedevano sciagure di ogni tipo e principalmente la distruzione del sistema delle società di proprietà del Comune. Si parlava di manager venuti da fuori Alessandria per attuare disegni misteriosi, di svendita al miglior o peggior offerente, di scelte che avrebbero portato al tracollo del Comune. Già, come se il tracollo non ci fosse già stato proprio per responsabilità di coloro che criticavano le nostre scelte.

Non erano scelte facili ma le abbiamo fatte, delineando un percorso su più anni e svolgendo il compito che spetta agli amministratori pubblici: dare linee di indirizzo e controllare che vengano attuate.  

E così abbiamo lavorato per tre anni, realizzando quel piano industriale che prevedeva la creazione di un gruppo industriale, di un’unica azienda di servizi comunali, in altre parole della cosiddetta “Grande Amag” che ha riordinato sotto di sé tutti i servizi e oggi si appresta a competere per provare a rilanciare il settore trasporto pubblico e dare prospettiva a quello dello smaltimento rifiuti. 

Il risultato è un gruppo aziendale con oltre 600 addetti, 110 milioni di euro di ricavi e 100 milioni di patrimonio netto, oltre 11 milioni di margine operativo lordo e altrettanti di generazione di cassa e infine 24 milioni di investimenti previsti solo nel 2017. 

Ma non sono solo i numeri a confermare la logica delle scelte fatte perché anche il modo con cui si fanno le cose è importante. Prima di tutto è stata garantita la tutela occupazionale di tutti gli addetti, senza rinunciare a pretendere qualità ed efficienza dal personale anche a costo talvolta di qualche tensione strumentale. E poi per esempio nel settore dei rifiuti, dopo aver rilanciato l’attività decotta del passato, è stato impostato l’avvio della raccolta differenziata che consentirà un minore impatto ambientale sulle discariche. Ma anche nel settore del calore, la scelta del teleriscaldamento, a dispetto delle critiche, ridurrà i consumi, l’inquinamento e i costi grazie ad un impianto all’avanguardia per la tecnologia usata. E potremmo proseguire oltre ma questi esempi forse bastano a dare l’idea del lavoro che è stato fatto. Di un progetto che è stato scritto e già in parte realizzato, non senza inciampi e ritardi, ma che sta con la cautela necessaria vedendo la luce. 

Ora sono in corso, proprio in queste settimane, alcune importanti operazioni tra cui la selezione di un socio di minoranza per il settore della distribuzione gas e di un partner industriale per il trasporto pubblico e i parcheggi ma anche la selezione di un pool di investitori che immettano ulteriori risorse nel gruppo per affrontare i progetti di sviluppo della Città nel prossimo quinquennio.  

E’ finita infatti l’epoca del capitalismo municipale che ha portato benefici agli agli albori ma si è trasformato poi in un sistema privo di logica e controlli, un sistema che ha portato tanti dissesti nelle casse pubbliche, di cui anche Alessandria ha fatto le spese. Oggi la nostra Città apre le sue aziende a partner industriali di qualità e operatori con liquidità disponibili per investire sul nostro territorio, mantenendo però la proprietà e il controllo delle scelte strategiche, abbandonando progressivamente monopoli stanchi che non hanno alimentato la concorrenza tariffaria e, negli ultimi anni, nemmeno le politiche di investimento.   

Non abbiamo paura di confrontarci e di aprirci, perché abbiamo fatto, come si dice, i compiti a casa, abbiamo messo in ordine le nostre aziende, abbiamo un management forte e competente. Consegniamo alla città un patrimonio per il futuro nostro e delle generazioni che verranno. 

Su questi temi vorremmo sentire l’opinione dei candidati e delle aggregazioni politiche che si affacciano in queste ore sull’arena politica ed elettorale alessandrina, valutazioni sulle scelte che abbiamo fatto, su eventuali alternative, magari punti di incontro per il futuro. Pronti al dialogo con tutti, sui contenuti più importanti.

Giorgio Abonante, Assessore al Bilancio Comune di Alessandria 

venerdì 13 gennaio 2017

Luci e ombre, la situazione del PD




La situazione del Pd alessandrino risente, soprattutto dal punto di vista organizzativo, della situazione generale, non certo ottimale per la progressiva perdita di consistenza dei partiti medesimi, affidati  a livello locale più che altro alla buona volontà e alla passione
Ciò non di meno, la ritrovata forza politica dovuta alla prima parte della segreteria Renzi e il fatto che il Pd sia, nel bene o nel male punto di riferimento per tutti , impongono il massimo sforzo nelle scelte e attività
Gli sforzi  maggiori li dobbiamo concentrate nel decentramento delle nostre attività, cosa in cui continuo a credere  , con alcune  sezioni che trovano difficoltà a sostenere i costi per  le sedi  e a fare un attività costante ; attualmente nostre le sedi storiche sono al Cristo( la Ceriana) in Pista, in via Montegrappa e in Fraschetta, a San Giuliano Vecchio, con l' interessante l'esperienza di Spinetta Marengo, che pur non avendo una sede,  si sta caratterizzando per attività e iscritti .
Di particolare importanza, grazie al lavoro e alla disponibilità con la segreteria provinciale, l'apertura nel 2016 della sede congiunta in via Inviziati ,  al pian terreno, accessibile ai disabili ( la cita ad esempio Paolo Berta nel suo libro )  e nel giro di poco diventata punto di riferimento per iniziative e incontri
Luci e ombre anche per quanto gli iscritti, la proroga ( strumento inevitabile, ma a mio avviso non utile in prospettiva) al 28 febbraio come termine,  probabilmente porterà ad una conferma dei circa 300 iscritti e anche se  migliore che altrove ( siamo al 60%) , con alcuni nuovi iscritti e "ritorni" che fanno ben sperare,  la situazione non è ottimale; 
un ragionamento "serio" sul ruolo dell'iscritto  va fatto ; maggiore coinvolgimento, peso e responsabilizzazione 
Le iniziative, oltre a che coinvolgere maggiormente, devono trovare argomenti più incisivi e interlocutori nuovi ; sotto questo aspetto l' iniziativa sulle " Diseguaglianze e Nuove Povertà " con il giovane prof Laguzzi ci deve insegnare parecchio : anche una parziale ma significativa ripresa dei sistemi di comunicazione ( social, blog, inserzioni) sta aiutando il nostro processo di consolidamento
A breve, dalla prossima settimana, riunioni per definire i criteri e le candidature ( non solo per il Sindaco,  c'è da fare un bel lavoro sulla squadra dei consiglieri) e la coalizione, con il confronto sulla proposta di candidatura e i programmi
Daniele Coloris, segretario cittadino PD



domenica 20 novembre 2016

La Riforma Costituzionale. Il mio ' perché Si ' al Si . Nicola Savi

Nicola Savi, insegnante di diritto , consigliere comunale e presidente commissione affari istituzionali Alessandria 


La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
1. Perché sono superati i tempi e le ragioni del bicameralismo perfetto (1946 -1989).
2. Perché non ho paura di un governo più stabile, in grado di prendere decisioni e assumersene la responsabilità.
3. Perché il nuovo Senato dà un senso al nostro regionalismo disordinato.
4. Perché, avendola studiata, ne comprendo le ragioni, la coerenza e la necessità.
5. Perché non penso a Renzi ma al futuro delle mie figlie, mio e del mio Paese.
6. Perché sono stufo di arrancare dietro alla Germania e voglio sviluppare il mio Paese anche grazie ad un Governo in grado di governare.
7. Perché il Parlamento è obbligato a considerare le proposte di legge fatte dal popolo.
8. Perché con l’abbassamento del quorum i referendum popolari potranno essere validi.
9. Perché si aboliscono enti inutili.
10. Perché sarebbe un’altra occasione perduta.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 1
“Perché sono superati i tempi e le ragioni del bicameralismo perfetto (1946 -1989).”
La parte II della Nostra Costituzione, oggetto della riforma, è stata redatta tra il 25 giugno 1946 e il 22 dicembre 1947.
Settant’anni fa.
Non esisteva la televisione, ben pochi avevano il telefono, molti non avevano il bagno in casa.
Le ferite della guerra erano ancora sanguinanti, le violenze della dittatura dolevano ancora, il rischio di guerra civile non era escluso, Stalin imperava in URSS.
Era necessaria una forte presenza di parlamentari rappresentati del popolo per garantire lo sviluppo democratico del Nostro paese, una compagine di 945 uomini e donne divisi in due Camere (630 – 315) che svolgessero le medesime, identiche funzioni e si controllassero reciprocamente.
Rispetto ad oggi, diverso era il tessuto sociale ed il ruolo dei partiti politici.
Stalin è morto ed il muro di Berlino è caduto.
Abbiamo maturato una coscienza democratica.
È ora di fare un passo avanti verso una maggiore, efficace, responsabile governabilità del Nostro Paese.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 2
“Perché non ho paura di un governo più stabile, in grado di prendere decisioni e assumersene la responsabilità.”
A dire il vero, gli articoli relativi al Governo, di fatto, non sono toccati.
Tuttavia, l’effetto su una maggiore stabilità di Governo, pur se lieve, esiste.
Una maggiore agilità alla funzione esecutiva è data:
a. dalla presenza di un’unica Camera che concede e revoca la fiducia al Governo;
b. da una riduzione dei tempi di approvazione delle leggi;
c. dall’individuazione di un percorso privilegiato (più breve) per la discussione e votazione su proposte di legge del Governo (ddl).
Per il resto può dirsi che nulla cambi negli articoli tra il 92 e il 96.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 3
“Perché il nuovo Senato dà un senso al nostro regionalismo disordinato.”
L’Italia non è una Repubblica Federale, la Costituzione riconosce e promuove le autonomie locali ed il decentramento amministrativo.
Il nostro territorio è diviso in Regioni.
Già nel 1946 ci fu chi propose che il Senato fosse: “il Senato delle Regioni” ma prevalse in modo condiviso la scelta per il bicameralismo perfetto (o paritario).
Le Regioni furono istituite, con voto popolare, nel 1975 (30 anni dopo), nel 2001 (25 anni dopo) venne modificato il potere legislativo di esse (articolo 117).
Oggi si propone un senato delle rappresentanze territoriali (di 100 membri), allo scopo di coordinare più efficacemente i rapporti Stato/Regioni, rendere più omogenee tra loro le funzioni svolte dalle Regioni, e più uguali tra loro i cittadini delle diverse regioni in termini di diritti individuali e di servizi offerti.
L’articolo 3 della Costituzione afferma l’uguaglianza sostanziale dei cittadini; oggi riconosco ampie sacche di disuguaglianza. Anche sul piano territoriale.
Il Senato così modificato può operare efficacemente in direzione della realizzazione di una maggior uguaglianza.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 4
“Perché, avendola studiata, ne comprendo le ragioni, la coerenza e la necessità. “
Ho dedicato diversi giorni e molte ore alla lettura del testo delle riforma, al confronto con il testo tuttora vigente.
Ho riflettuto a lungo per darne una interpretazione quanto più autonoma e fondata sui contenuti veri della riforma.
Ho considerato i possibili sviluppi della sua applicazione.
Mi sono ragionevolmente e profondamente convinto;
a. della sua validità e della sua efficacia
b. della sua necessità (e forse urgenza)
c. del fatto che non devo temere il cambiamento, l’aggiornamento alle mutate condizioni storiche, sociali, politiche ed economiche nel terzo millennio
d. che voglio essere progressista e non conservatore.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 5
“Perché non penso a Renzi ma al futuro delle mie figlie, mio e del mio Paese.”
Io non voto
a. per o contro Renzi,
b. per o contro il governo,
c. per o contro un eventuale abbassamento dei costi della politica
d. per o contro Grillo, Berlusconi o Bersani
e. sulla legge elettorale
f. con la testa rivolta all’indietro
Io voto
a. per un cambiamento che non temo ma che auspico;
b. per un cambiamento adeguato ai tempi e alla realtà in cui viviamo;
c. per un cambiamento che favorisce una maggiore stabilità di Governo (e autorevolezza internazionale);
d. per un cambiamento che al tempo stesso stimola il “fare” e la conseguente assunzione di responsabilità;
e. per un cambiamento … “che se perdo questa occasione alla prossima sarò già vecchio”;
f. con la testa alta e lo sguardo rivolti al futuro.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 6
“Perché sono stufo di arrancare dietro alla Germania e voglio sviluppare il mio Paese anche grazie ad un Governo in grado di governare.”
basta la tabella!
GOVERNI ITALINI DAL 1987 AL 2016
1. Craxi II
2. Fanfani VI
3. Goria
4. De Mita
5. Andreotti VI
6. Andreotti VII
7. Amato I
8. Ciampi
9. Berlusconi I
10. Dini
11. Prodi I
12. D’Alema I
13. D’Alema II
14. Amato II
15. Berlusconi II
16. Berlusconi III
17. Prodi II
18. Berlusconi IV
19. Monti
20. Letta
21. Renzi
GOVERNI TEDESCHI DA 1987 AL 2016
1. Kohl
2. Schroder
3. Merkel
COME STA OGGI L’ITALIA?
COME STA OGGI LA GERMANIA?

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 7
“Perché il Parlamento è obbligato a considerare le proposte di legge fatte dal popolo.”
Se è vero che il numero delle firme da raccogliere per presentare una proposta di legge popolare passa da 50.000 a 150.000,
è anche vero che in 70 anni di repubblica le proposte di legge di iniziativa, praticamente non sono mai state prese in considerazione.
Con la riforma, invece, l’articolo 71 stabilisce che:
«La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d'iniziativa popolare sono garantite».
Affermo che:
se una proposta è ragionevole, condivisibile appoggiata dalla società civile, 150.000 firme possono essere raccolte con relativa facilità e le attestano forza, sostegno e riconoscono da parte del popolo.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 8
“Perché con l’abbassamento del quorum i referendum popolari potranno essere validi.”
Viene introdotta una valida possibilità di rendere i referendum abrogativi validi ed efficaci contrariamente al recente passato quando raramente si è raggiunto il quorum del 50%.
Qualora i proponenti raggiungessero il numero di 800.000 firme (non fermandosi alle 500.000 che restano pur sempre valide come oggi) il quorum si abbasserebbe al 50% delle percentuale dei votanti alla ultime elezioni politiche. Oggi potremmo dire: tra il 35% e il 40%.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 9
“Perché si aboliscono enti inutili.”
Non è inutile abolire “enti inutili”.
Non che il CNEL sia un ente inutile,
certamente inadeguato ai tempi ed alle mutate realtà sociali ed economiche del terzo millennio.

La riforma costituzionale
IL MIO “PERCHÉ SÌ” AL SÌ.
n. 10
“Perché sarebbe un’altra occasione perduta.”
Questa è l’occasione per scegliere il rinnovamento, l’occasione dell’adeguamento alla realtà di oggi:
alla luce di tutti i cambiamenti che ci distanziano enormemente dalle condizioni politiche e sociali del 1948.
 Il treno passa il 4 dicembre 2016.
 Se lo perdiamo, lo perdiamo.
 Mentre altre nazioni viaggiano ad alta velocità,
noi rischiamo di rimanere fermi in stazione per anni (come sempre).

Voto Sì
perché non ho più voglia di aspettare “Godot

mercoledì 2 novembre 2016

Verde urbano, un regolamento per iniziare a migliorare la nostra città


Nei giorni scorsi il vicesindaco Giancarlo Cattaneo ha presentato in commissione il regolamento comunale del verde urbano, testo molto completo e articolato, peraltro a disposizione per le modifiche e integrazioni . 
Nato dalle sollecitazioni di consiglieri di maggioranza , tra i quali Renzo Penna, e di opposizione, rappresenta un deciso punto di svolta  nella gestione e tutela del Verde nel territorio comunale . Nei mesi scorsi la commissione Ambiente aveva affrontato in diverse sedute, anche con visite sul posto, la situazione che denota eccellenze ( Orto Botanico su tutte) ma anche problemi e situazioni non omogenee tra le varie zone.

Il Verde rappresenta un patrimonio irrinunciabile per la salute e la qualità della vita in una città, dove le condizioni climatiche e l'inquinamento hanno valori non certo ottimali. 
Il regolamento detta disposizioni che disciplinano gli interventi sul verde dei parchi,giardini pubblici e privati, i criteri per le nuove progettazioni le norme per l'uso delle aree pubbliche ; testo articolato e completo, con anche tabelle per la determinazione della compensazione ambientale e del valore ornamentale.
Nelle politiche urbanistiche, il verde pubblico è visto   spesso esclusivamente come creazione di parchi, con l’intervento degli amministratori pubblici nella gestione,mentre minore importanza viene data al verde privato che è altrettanto rilevante, aspetto che riprendiamo nel regolamento 
La qualità del territorio passa infatti attraverso il  verde urbano sia pubblico che privato. Il Verde, in quanto elemento di attrattiva tra i più importanti, diventa anche fattore di competitività per l’economia della città, di qualità per la vita dei suoi cittadini, di identità paesaggistica della città.
Importante  il ruolo del verde anche  dal punto di vista bioclimatico: l’evapotraspirazione prodotta dalle piante può contribuire a mitigare la temperatura estiva nelle aree urbane, di particolare importanza in una città afosa come la nostra 
Gli spazi verdi pubblici comportano tutti i problemi legati alla pianificazione,  progettazione, gestione e  manutenzione del sistema degli spazi verdi urbani. Un piano del verde  e la sua regolamentazione è quindi importante  per uno sviluppo corretto delle nostre zone. 
Il verde può inoltre fornire un importante effetto di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili, Inoltre la sua gestione  può consentire la formazione di professionalità specifiche e favorire la formazione di posti di lavoro.

Daniele Coloris, Segretario  PD Alessandria  e Commissione Ambiente




sabato 15 ottobre 2016

Il Teleriscaldamento in Alessandria

Recentemente, il Comune di Alessandria, a seguito di un Bando di gara pubblica ha affidato la realizzazione e gestione di un sistema di teleriscaldamento sul proprio territorio. La nostra città dal 2014 ha già un sistema di teleriscaldamento che serve parte del quartiere Cristo. Attualmente, il servizio gestito da Alessandria Calore Srl, è offerto solo dove la rete di questa infrastruttura è stata realizzata. L’attuale impianto e quello che servirà il resto della città sono tema di discussione anche accese, da parte dei contrari alle scelte dell’amministrazione. Io realizzo immagini e questa è la mia fotografia sul tema del TELERISCALDAMENTO IN ALESSANDRIA, un contributo alla discussione, di un non specialista del settore e si divide in due sezioni. Nella prima parte c’è una spiegazione a grandi linee di cosa è il teleriscaldamento, il funzionamento, le varie tecnologie e la sua diffusione in Italia. Nella seconda parte ho analizzato e illustrato, “a modo mio” le principali caratteristiche del nuovo impianto alessandrino.


COS’È IL TELERISCALDAMENTO (TLR)

Il TLR è una forma di riscaldamento che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda proveniente da una centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno della stessa acqua alla centrale.

Produzione: Il calore è prodotto in una centrale termica di dimensioni variabili. Le più diffuse sono di cogenerazione termoelettrica a gas naturale combustibili fossili o biomasse, oppure utilizzando il calore proveniente dalla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani. Oltre alle biomasse, le altre fonti di energia rinnovabile utilizzate per il TLRsono la geotermia (Calore proveniente dall'interno della Terra) e il solare termico. Un'altra fonte di energia è l'uso di calore di scarto da processi industriali.

Distribuzione: L’acqua, solitamente viene inviata a circa 90°C e ritorna in centrale a circa 70°C.

Questa tecnologia offre vantaggi per la comunità: risparmio energetico e riduzione delle emissioni. Basti ricordare le alterazioni climatiche connesse alle emissioni di gas ad effetto serra (dei combustibili fossili) Non a caso le norme attuative degli accordi internazionali miranti alla riduzione dei gas serra indicano proprio nel TLR uno degli strumenti più efficaci ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Dal suo sito nazionale LEGAMBIENTE fa questa premessa: “L’efficienza energetica è oggi non solo una prospettiva condivisa ma viene riconosciuta come la più efficace strada per ridurre la spesa energetica e le emissioni di gas serra. Tra i tanti cambiamenti avvenuti in questi anni proprio l’innovazione delle tecnologie, la ricerca e diffusione stanno permettendo di realizzare risultati fino a qualche tempo fa impensabili. Un esempio efficace è lo sviluppo che ha avuto il teleriscaldamento nel nostro Paese. Oggi sono quasi 3 milioni gli abitanti equivalenti che usufruiscono di servizi di teleriscaldamento e/o raffrescamento, che hanno permesso a famiglie e attività di risparmiare in bolletta e di ridurre inquinamento e emissioni. Sono numeri importanti che ci confermano quanto sia importante guardare in questa direzione per ridurre la domanda di energia per riscaldamento e raffrescamento, in particolare se legati a interventi sugli edifici e i quartieri, anche perché è qui la quota più rilevante della spesa energetica delle famiglie e quella in maggiore crescita nei consumi dei diversi settori.”


A conferma di queste linee guida c’è da rilevare che grandi città europee come Vienna, Copenaghen, Stoccolma, Friburgo, avanguardie nell’ambito della sostenibilità ambientale mondiale sono dotate di queste infrastrutture con impianti di cogenerazione e termovalorizzazione dei rifiuti. Il TLR si è sviluppato in Europa soprattutto nei paesi scandinavi e baltici, dove la popolazione servita varia dal 42% (Svezia) al 64% (Lettonia). In Islanda, il 99% della popolazione è servita dal TLR (in questo caso tuttavia si tratta di sfruttamento della risorsa geotermica). L’Italia è uno dei paesi europei dove il TLR è meno sviluppato, servendo circa il 4-5% della popolazione e soddisfacendo circa il 5% della domanda di calore. I dati qui citati sull’Italia, potrebbero essere inferiori ai numeri reali, perché nel frattempo molte città hanno messo a disposizione dei loro abitanti questo tipo di utenza. Il servizio è erogato da società di varia natura: pubbliche private o a capitale misto. Le garanzie sul servizio e sui costi è garantito da linee guida dell’autorità competente GSE (Gestore Servizi Energetici)


L’IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO AL SERVIZIO DELLA CITTÀ DI ALESSANDRIA

L’idea di questo nuovo impianto è nata a seguito di un progetto di EGEA, società leader nazionale del settore. La società Albese già partner in Alessandria Calore presentò un progetto e propose di realizzare questa infrastruttura nel comune di Alessandria con propri capitali. Come contropartita richiedeva di poter gestire il servizio per 60 anni. A seguito dell’analisi del progetto l’amministrazione ha ritenuto positivo dotare la città di un infrastruttura in grado di offrire una ulteriore offerta nel modo di riscaldare gli edifici e che aiutasse a migliorare la qualità dell’aria. Come succede in questi casi, la realizzazione di un servizio di pubblica utilità, con un forte impatto sul territorio, obbliga un’amministrazione pubblica a valutare vari progetti. Il Comune di Alessandria ha così pubblicato un bando pubblico per affidare a un’impresa o concorso d’imprese la gestione del teleriscaldamento. Gli uffici comunali hanno cercato di ridurre i tempi della convenzione, di poter valutare tecnologie alternative e inserire regole anche sui costi di erogazione del servizio per tutelare il consumatore da possibili egemonie di mercato o la modifica di regole nell’erogazione del servizio e i suoi costi. A seguito di questa gara è stato scelto il progetto di EGEA (15 impianti realizzati e gestiti sul territorio) e AMAG, la società multiutility di servizi pubblici del territorio alessandrino. È opportuno dire che IREN altro grande gruppo italiano del settore, ha partecipato alla gara.

Le informazioni sull’impianto sono tratte da una relazione presentata il 12 Settembre 2016 dal gruppo proponente. Qui riassumo alcuni aspetti che ritengo utile a permettere di comprendere a grandi linee il progetto. La durata della Convenzione diventa di 45 anni anziché i 60 anni del progetto iniziale. L’aspetto tecnologico più significativo è che sono previste 2 centrali, anziché solo quella principale prevista a sud nel quartiere Europa del progetto preliminare del 2014. Questa sarà di taglia inferiore e verrà affiancata da una seconda centrale di integrazione e riserva a nord vicino ad Amag Ambiente, attualmente deposito dei cassonetti. Le centrali produrranno calore ed energia elettrica con impianti di cogenerazione, caldaie a gas, solare termico e geotermia. La rete per la distribuzione, sarà ad anello e composta da tubazioni per l’acqua sanitaria e per il calore invernale. Sono inoltre previste sottostazioni di scambio termico e di accumulo. La rete sarà collegata ad entrambe le centrali nell’ottica delle reti di TLR intelligenti (Smart Thermal Grid). Il nuovo progetto offre un considerevole miglioramento dell’impatto ambientale rispetto allo stato attuale. In particolare l’utilizzo delle fonti rinnovabili rispetto alla proposta iniziale, permette la ulteriore riduzione del consumo di gas (-16%) e delle emissioni in atmosfera (-17%). 

Grazie alla disponibilità di due centrali interconnesse tra di loro ci sarà maggiore affidabilità e garanzia di continuità del servizio. L’area nord verrà riqualificata con un parco di circa 3000 mq e il completamento della viabilità nel quartiere. La rete verrà realizzata con tubazioni di diametro inferiore. Se vi fosse stata un’unica centrale si dovevano prevedere tubi più grandi e pose più impattanti sulle strade e il loro conseguente ripristino. Una riduzione dai 10 ai 6 anni dei tempi di realizzazione della rete e il collegamento delle utenze relative, grazie alla possibilità di costruire in contemporanea ma da due punti diametralmente opposti la rete stessa, e di anticipare l’alimentazione delle utenze in zona nord. Al comune di Alessandria verrà corrisposto un canone annuale di 220 mila euro dai 130 mila euro della proposta iniziale. Un altro aspetto interessante è il contributo alla mobilità elettrica. Sono previste colonnine ad uso gratuito delle flotte aziendali AMAG/EGEA e del Comune. Saranno inoltre messe a disposizione al Comune altre 5 colonnine ad uso pubblico in punti strategici della città, nonché 10 bicicletta a pedalata assistita. Amag che ha realizzato e gestisce le reti di acqua, gas e fognature è il partner ideale e indispensabile per la posa della rete di TLR. Durante la posa sono previste anche posa e rinnovo dei sottoservizi esistenti e canallizzazione per l’eventuale posa di fibbre ottiche per porre le basi di un cablaggio di Alessandria. Il progetto prevede oltre al coinvolgimento con le istituzioni ed uffici preposti, il coinvolgimento delle associazioni di categoria, il centro per l’Impiego di Alessandria, le imprese locali e moltissime altre iniziative per informare, coinvolgere e rendere trasparenti tutte le fasi della realizzazione. L’erogazione del servizio, verrà gestito attraverso un eco sportello nell’attuale sportello clienti AMAG che fornirà tutte le indicazioni e indicazioni ai cittadini in materia energetico ambientale. Agli utenti verrà offerto gratuitamente l’audit energetico per gli edifici da allacciare. Nella presentazione sono anche illustrate le norme per l’erogazione dei servizi e le garanzie a tutela dei consumatori, oltre a molti altri dettagli tecnici.


CONSIDERAZIONI FINALI

Ovunque si parli di realizzare un sistema di teleriscaldamento si scatenano reazioni tra i favorevoli e i contrari. I contrari affermano che portano ad una maggiore emissione di inquinanti e a lungo andare un aumento delle tariffe per l’utente finale. Pochi giorni fa il consigliere comunale Cammalleri M5S ha scritto che il TLR porterebbe “aumenti delle bollette del 200% senza che la centrale unica dia vantaggi ambientali”. Sarebbe interessante analizzare la soddisfazione o l’insoddisfazione degli utenti che utilizzano già questo tipo di riscaldamento al Cristo. Confrontare i dati della qualità dell’aria prima e dopo la messa in funzione dell’impianto di Alessandria Calore. Avere questo “impianto pilota” in città ci permette di ragionare su dati oggettivi. La scelta dell’amministrazione implica anche fattori sociali ed economici. Un cambiamento su vasta scala del modo di scaldare le nostre case potrebbe modificare le quote di mercato del settore energetico e dei fornitori di questo tipo di utenza. Nuovi competitor potrebbero erodere fatturato ad aziende presenti e radicate del territorio. Questo rientra nelle logiche del progresso, dell’innovazione e della concorrenza di mercato. Quando si è passati dall’uso del carbone al gasolio e poi dal gasolio al metano, qualcuno si è avvantaggiato altri no. Sicuramente l’ambiente e l’aria delle nostre città è migliorata. La pressione dei portatori di interessi contrapposti è forte quando gli interessi economici in ballo sono importanti e vitali, ed è facile che si usino tutte le tattiche a disposizione per difendere la propria sopravvivenza o le ragioni del cambiamento. Un aspetto su cui l’amministrazione comunale ed EGEA/AMAG puntano e il valore dell’investimento vicino ai 100 milioni di euro. Questa cifra sarebbe una grande immissione di ossigeno nell’economia cittadina. Si avrebbe un’importante ricaduta occupazionale soprattutto nei primi sei anni, durante la realizzazione delle infrastrutture, ma anche dopo per la gestione degli impianti e l’erogazione del servizio. Questa non deve essere la motivazione trainante delle decisioni. La realizzazione del TLR creerà nuova occupazione ma penalizzerà molti addetti del settore con tutte le implicazioni sociali che questa scelta porterà. Cosa dobbiamo aspettarci dai nostri amministratori? Più che mai in questo caso una equa e saggia amministrazione del bene comune. La salvaguardia dell’ambiente è priorità che riguarda tutti noi. Gli interessi personali o di parte politica non possono inficiare queste tematiche. Se il TLR è in grado di diminuire le emissioni inquinanti e offrire servizi efficienti alle attuali tariffe è una strada da percorrere. Se non è così, se le soluzioni tecnologiche scelte non sono valide se ne discuterà e si faranno delle correzioni. Se verrà dimostrato che questa è una scelta sbagliata per la comunità alessandrina con altrettanta chiarezza se ne prenderà atto. La sostenibilità delle città è legata a meccanismi virtuosi che si innescano a catena. Alessandria deve far partire un piano di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Nel medio/lungo periodo questi investimenti vengono ampiamente ripagati, ma soprattutto la riduzione di emissioni nocive è molto importante. I dati sulla qualità dell’aria della città impongono di fare partire azioni concrete. Potrebbe il TLR  essere l’interruttore di questo processo?

 

                                                                        Fabio Decorato 

giovedì 6 ottobre 2016

Assemblea Iscritti, analisi e proposte


Domenica 2 ottobre l'assemblea del Partito Democratico di Alessandria ha avuto un ottima partecipazione, ma soprattutto una chiara esposizione di idee e proposte per la nostra comunità, avvalorata dai numerosi interventi. c'è necessità di più partito, organizzazione, un maggiore contatto con iscritti ed elettori  e un'apertura all' esterno, al confronto che rafforzi la nostra credibilità. Il PD di Alessandria, pur in presenza di sedi e attività decentrate lodevolmente mantenute in essere, deve trovare maggiore forza ed incisività ; da qui l'attivazione di diversi impegnativi strumenti "operativi " quali riunioni frequenti dell'assemblea/ coordinamento, segretaria snella e autorevole,iniziative e dibattiti, rapporti attivi con le sezioni, gli amministratori, i forum , la zona e il livello provinciale, apertura costante della sede .
Sui temi prettamente cittadini è emersa con chiarezza il sostegno all' amministrazione e Sindaco in carica , lavorando perché il PD e la coalizione di centrosinistra si riconfermino alla guida del Comune nel 2017. 
Il risanamento economico soprattutto, risolto con l impegno di tutta la città, la riorganizzazione delle partecipate senza compromettere la forza lavoro, la realizzazione di opere e strutture per la città ( oggi la nuova rotonda verso il Cristo ad esempio ) e i suoi collegamenti nonostante le difficoltà economiche , la bonifica e parziale riapertura del teatro, tutte "grane da risolvere " ereditare dalla disastrosa amministrazione di centrodestra,  sono tra i principali meriti 


C'è  la consapevolezza che c'è ancora da fare, importanti i finanziamenti ottenuti per la Cittadella e i lavori in Piazza Santa Maria di Castello,  ma in tema di mobilità e viabilità, centro storico , trasporti ferroviari ( non solo per la Logistica ) e su gomma , riorganizzazione delle strutture, rapporti con le periferie e paesi il lavoro è ancora lungo. 

Importante avere una interlocuzione solida con le importanti attività industriali della zona ( Spinetta ,avendo particolare attenzione agli aspetti ambientali ), con le forze sociali e le categorie produttive.  Sondaggio e Primarie non sono mancate al nostro dibattito, ritenendo utile strumento di valutazione il primo e il pieno rispetto del nostro Statuto per la seconde, che le prevede considerando anche la continuità con il Sindaco uscente .

Riforme Costituzionali , tema di attualità, il PD di Alessandria si riconosce nella linea nazionale, rispetta il dibattito interno, ma  ritiene importante l'approvazione della riforma : a tal fine continuerà ad alimentare il confronto, anche con iniziative, su questo tema.
Questo in sintesi quanto emerso dalla relazione del segretario Daniele Coloris, dall'intervento del Sindaco Rita Rossa, dai vari interventi dei rappresentanti delle zone e degli iscritti , dal segretario uscente e conclusa dal segretario provinciale, in un clima unitario che contraddistingue questa fase , valore fondamentale  e di particolare rilievo. 

domenica 2 ottobre 2016

Opposizione senza argomenti o in crisi? La destra lascia l’aula del consiglio comunale ed evita la discussione politica del DUP. di Silvia Robutti

Venerdì 30 settembre in consiglio comunale è stato presentato il DUP, il Documento Unico di Programmazione 2017-2019. Già approvato dalla Giunta nel mese di luglio il DUP  rappresenta lo strumento che permette la guida strategica ed operativa dell'ente .

Dopo anni in cui l’amministrazione Rossa è stata costretta a ridurre all’osso le spese per governare la fase di dissesto del Comune, un dissesto inevitabile sottolineato anche dal Ministero, oggi la stessa amministrazione è in grado di poter programmare gli investimenti per governare la città.

Di fronte all’operatività concreta dell’amministrazione Rossa, la destra, attuale minoranza, avrebbe dovuto fare opposizione politica, ma preferisce scappare o non presentarsi, tradendo la fiducia dei cittadini che li hanno votati!

Locci assente dall’aula, evita il confronto su temi concreti, in fondo nei giorni scorsi aveva anche dichiarato che il documento in questione non avrebbe dovuto essere presentato in Consiglio Comunale, luogo preposto al confronto politico tra le diverse fazioni e preferisce postare su facebook l’ennesimo video autoreferenziale nel quale si arrampica sugli specchi su argomenti inesistenti. 

Stavolta Locci si presenta in compagnia di una gallina, forse perché nessuno dei suoi sostenitori lo affianca nelle sue battaglie sulla trasparenza, se non concedendogli qualche pollice alzato e qualche commento superficiale, cercando di dimenticare sempre la sua poco rosea esperienza con l’amministrazione Fabbio, a seguito della quale è stato condannato per un danno erariale da 6,7 mln di euro.


Dall’altra parte il gruppo capeggiato da Piercarlo Fabbio che non avendo argomenti per fare opposizione giustifica l’abbandono dell’aula con i tempi troppo ristretti per l’analisi approfondita del DUP, accusando l’amministrazione di non volersi confrontare con le parti politiche. E’ evidente che siamo alle prese con una destra in crisi, che forse non si riconosce più nel programma presentato ai cittadini durante la campagna elettorale del 2012 con il quale si proponevano di amministrare questa città. Una bella “scoppola” l’hanno presa dalla recente conferma di condanna per falso ideologico, per gli aggiustamenti del bilancio 2010. In fondo l’ex-sindaco si è difeso nelle aule giudiziarie dicendo di non possedere adeguate competenze sulla contabilità pubblica essendo un docente di italiano e che pertanto non poteva sapere se il bilancio del Comune fosse giusto o sbagliato. Si può quindi pensare che un documento come il DUP che correda il bilancio di previsione non sia compreso dal capogruppo di Forza Italia e forse è per questo che necessita di più di 2 mesi per analizzarlo e pianificare un’opposizione sensata.

A parte ogni considerazione per trovare una motivazione al comportamento della destra una cosa è certa: gli elettori del centro-destra non sono stati rappresentati, l’opposizione non fa opposizione e la democrazia si evita fuggendo (oppure truccando i dati).