giovedì 11 agosto 2016

PISTE CICLABILI, LE VOGLIAMO E FATTE BENE


Le ultime polemiche sulle piste ciclabili in Alessandria denotano che, se la situazione storica in questo settore è difficile e problematica  c'è chi si sta adoperando per migliorare le cose e chi, più che altro per mere e illusorie  convenienze elettorali frena su qualsiasi progetto : di fatto è evidente la posizione contraria del M5s ad ogni intervento, sperando in un futuro migliore ( il loro ), ma allo stato attuale contraria allo sviluppo delle piste ciclabili .
Abbiamo ben in mente la situazione attuale non buona, gli errori commessi in merito, anche recenti, li abbiamo denunciati e affrontati più volte , ma le situazioni migliorative, che pur in tempi grami di bilancio, si sono o si stanno preparando sono comunque interessanti ; ci riferiamo a quella realizzata in Corso Monferrato, che unisce due zone distinte della città , alle prossime realizzazioni in via XX Settembre e Viale Brigata Ravenna : su questo ultimo punto  con la rotonda  che sta dando , pur in costruzione , ottimi risultati la pista ciclabile , pur tra difficoltà strutturali evidenti ( ma anche qui se aspettiamo un nuovo ponte sulla ferrovia non la faremo mai ) rappresenta un punto fondamentale per il collegamento con il quartiere Cristo atteso da decenni . 
Siamo ben consci della necessità di interventi importanti e numerosi : in via Pavia è necessario un prolungamento, la situazione dei collegamenti sugli spalti tra le varie piste non va bene, in centro va incentivato l'uso delle biciclette e urgentemente ne  va realizzato il deposito custodito nella stazione ferroviaria , andare a Spinetta è un problema  i principali nodi ma non solo. 
 Come Partito Democratico siamo per costruire e affrontare i problemi, non per rifiutarli. 

PARTITO DEMOCRATICO ALESSANDRIA


venerdì 5 agosto 2016

Con il ministro Maria Elena Boschi la piazza, anche d'agosto, siinteressa alla riforme




Un azzardo ben riuscito quello di confrontarsi nelle famose piazze per spiegare le ragioni e i passaggi della riforma costituzionale : un azzardo non solo per il periodo estivo e la complessità del tema, ma anche per una città, Alessandria, che in tema di incontri politici e non solo ha riservato spesso cocenti delusioni ai partecipanti, con piazze e piazzette semivuote.

Piazza Giovanni XXIII, invece, splendida nella versione serale, con la cornice del Duomo e completamente "pedonalizzata", piena di gente interessata ai temi del prossimo referendum è motivo di soddisfazione e in qualche misura stimolo per prossime iniziative pubbliche aperte e significative.

Più di quattrocento persone presenti ( 150 i posti a sedere  e il doppio in piedi )  , clima tranquillo, pubblico attento ad ascoltare e a saperne di più su una Riforma che può migliorare la vita politica , ridurne i costi ed eliminare inefficienze e contraddizioni da troppi anni irrisolte. 
Anche chi è venuto ad ascoltare avendo dei dubbi, e magari li ha ancora, lo ha fatto interessato al merito e non alla polemica spicciola.

Su tutti il ministro Maria Elena Boschi, semplice ed efficace, ha illustrato sapientemente i passaggi e l'importanza di questa riforma, preceduta dagli interventi del senatore  Daniele Borioli, del Sindaco Rita Rossa e del segretario Fabio Scarsi. Presenti, tra gli altri,  parlamentari Federico Fornaro, Cristina Bargero, Fabio Lavagno, il consigliere regionale Domenico Ravetti e il segretario cittadino Daniele Coloris.
Al termine Maria Elena Boschi si è concessa un   "bagno di folla", con gentilezza e semplicità , tra i numerosi intervenuti, piacevolmente sorpresi e interessati . Tornare al contatto diretto con le persone, come si fà ad esempio nelle feste de l Unità , è una lezione da (re) imparare. 

Partito Democratico Provincia e Città di Alessandria 

venerdì 25 marzo 2016

"Nodo di Casale", un'altro pezzo di ferrovia in declino

Si è svolto recentemente un convegno a Casale sulla perdita di ruolo e possibile recupero del trasporto ferroviario in quel territorio, tema affrontato anche dal PD provinciale, che di recente ha prodotto un documento che  fa un chiaro riferimento alla perdita di ruolo del capoluogo e della provincia in tema di trasporti ferroviari, sia merci che passeggeri con  alcune richieste operative di rilancio, per ora solo parzialmente ascoltate da TRENORD nei collegamenti verso Milano: una ordine del giorno con quei ragionamenti e quelle richieste, proposto assieme a SEL è stato votato nel Dicembre 2015 dal consiglio comunale di Alessandria 
La presentazione di quel convegno parla di Nodo di Casale, condivido, è un modo per rafforzare l'idea , ma di fatto , purtroppo , Casale è una stazione singola su una linea singola, meno di Valenza da un punto di vista della circolazione ; tutto il resto è da recuperare, scalo compreso ormai abbandonato .
Vi sono a mio avviso alcuni ragionamenti da fare, su cosa è recuperabile e magari da incrementare, è quello che onestamente è di difficile realizzazione : fa bene l'esperto a mettere in evidenza il rapporto con la Lombardia e quindi a puntare molto sulla riapertura del tratto su Mortara, trattasi di linea in pianura , con meno problemi infrastrutturali ad essere riaperta, a parte il discorso sui passaggi a livello, molto frequenti, e causa di difficoltà alla circolazione ferroviaria e stradale. 
Nel 2014 ho partecipato ad un convegno a Roma, organizzato tra gli altri dal Senatore Borioli,  sulle linee dismesse e in sospensione : su queste ultime, e cioè quelle che in teoria sono riapribili, se le Regioni ci fanno circolare i treni, Rfi ha chiaramente detto che i tempi di attivazione non sono certo immediati , come pure i costi che e con l' andare del tempo il deterioramento delle infrastrutture inutilizzate aumenta e non di poco.
Proprio per questo la linea Casale Asti, collinosa e soprattutto con la presenza di galleria da mettere " a norma " è tra quelle meno recuperabili, a meno di improbabili  , quantunque auspicabili , cambi di rotta sulle strategie delle linee locali : lo stesso ottimo autore lo mette in evidenza, lanciando la suggestiva possibilità di un servizio navetta fino a Moncalvo, prospettiva interessante, turistica sul tipo della riapertura della Ceva Ormea, ma poco realizzabile se la Regione non sposta l'attenzione su queste zone . Sempre sulla Casale Asti cerchiamo però di capirci, non si può auspicare una riapertura quando altri amministratori, sempre degli stessi comuni e nello stesso periodo fanno convegni sulla chiusura definitiva della medesima, sostituita da una pista ciclabile per appassionati della domenica, spacciando per ecologico la morte definita di una linea ferroviaria. 
La riapertura del tratto Casale Vercelli è sicuramente più abbordabile, e credo da un punto di vista della utilizzazione molto interessante, non vedrei peraltro utile la sostituzione del servizio da Alessandria ( molto usato ) su Chivasso con quella su Vercelli, ma opterei per entrambi, trovando una sinergia e razionalizzazione sugli orari.
In ogni caso e per capire come siamo messi la linea Alessandria Ovada, utilizzata per il traffico merci e che quindi potrebbe essere riaperta anche oggi ai treni viaggiatori e senza costi, è in perenne servizio sostitutivo, con corriere stradali, meno veloci e poco adeguate per le coincidenze.
Più complicato e da valutare il discorso che in qualche maniera riguarda le linee ferroviarie sub urbane piemontesi, il ragionamento va alla divisione in lotti previsto ( ma quando ? ), sulla quale abbiamo già espresso qualche riserva per la marginalizzazione dell'alessandrino ; restare agganciati a tutti i costi ad un sistema "torinocentrico" potrebbe risultare poco utile.
Della maggiore attenzione di Trenord ho già detto, anzi scritto positivamente, solo le cifre dell' utilizzo  binari di Alessandria ( 12 o 14 con i tronchi ) non sono quelle citate, valutando in circa il 20 % la presenza, ripeto importante,  del vettore lombardo.
Interessante il paragone Casale Mortara, ma eviterei in futuro considerazioni di campanili ( in questo caso anche interregionali ), che in tema di trasporti hanno portato in passato solo a difficoltà e sconfitte. Da questa situazione ne usciamo, se ne usciamo, tutti insieme, utilizzando al meglio le nostre forze e possibilità. 

Daniele Coloris, resp.trasporti vicesegretario PD provinciale AL

giovedì 17 settembre 2015

Documento Forum SANITA'


Documento Forum SANITA' 

Il Forum Sanità del PD, costituito da professionisti di area, provenienti da tutti i territori della provincia ed espressione di diverse professionalità, ritiene necessario proporre, nell’attuale fase di riorganizzazione delle ASL, alcuni elementi di metodo necessari e preliminari all’approfondimento su aspetti specifici.

  • Al fine di consentire il confronto e la condivisione con gli Amministratori Locali, elemento basilare della riorganizzazione, è indispensabili che i "luoghi istituzionali" previsti per Legge (art.7 L.R. n.18 del 6/8/2007), ossia la Conferenza dei Sindaci di ASL e il Comitato dei Sindaci di Distretto, siano completi nella loro composizione.
E‘ indispensabile quindi avviare al più presto,da parte dell’ASL, il percorso per la nomina di Presidente e VicePresidente della Conferenza dei Sindaci (che ha la funzione di concorrere alla definizione degli indirizzi generali di programmazione socio/sanitaria e che concorre a definire le linee di indirizzo per l'elaborazione del piano attuativo locale) e del Vice Presidente del Comitato del Distretto di Alessandria (organo di partecipazione alla programmazione socio-sanitaria a livello distrettuale). In mancanza di questo ogni ipotesi di riorganizzazione non potrà essere portata avanti in modo adeguato.

  • Considerando che i macro livelli di assistenza sono costituiti dall'Assistenza Ospedaliera, dalla Prevenzione e dall'Assistenza socio-sanitaria territoriale, con una forte intercorrelazione fra di esse, riteniamo indispensabile che le Direzioni dell'ASL AL, dell'ASO e dell’ASL AT collaborino strettamente, condividendo in maniera forte le linee programmatiche e la loro applicazione, secondo le indicazioni Regionali e con l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con le amministrazioni locali dei territori.

  • Per definire correttamente il modello definito dalle Delibere Regionali riguardanti la riorganizzazione della rete ospedaliera e dei Servizi Socio sanitari Territoriali, riteniamo indispensabile che la Regione emetta con una tempistica congrua gli strumenti attuativi previsti dalle delibere stesse (es. linee guida sulle caratteristiche e modalità di scelta del direttore di distretto, linee guida per la costruzione dell’Atto Aziendale ecc.)

  • Gli Atti Aziendali dovrebbero essere redatti con un percorso di condivisione e confronto con gli Amministratori Locali e con i professionisti, tenendo in debito conto le caratteristiche di ogni territorio e partendo dai bisogni dei cittadini, con premesse analitiche dettagliate, atte ad argomentare in termini consequenziali le scelte dal punto di vista organizzativo. La necessità di partire da un’analisi scientifica dei bisogni e delle realtà territoriali dovrà essere alla base anche della proposta di ridefinizione degli ambiti distrettuali, così come indicato dalla Delibera.

  • La Delibera di riorganizzazione dei Servizi Territoriali riconferma e rinforza la necessità di un'ampia e strutturata integrazione tra Servizi Sanitari e Socio/Assistenziali. Stesse finalità sono indicate nel "Patto per il Sociale", in via di approvazione: è fondamentale che i percorsi legislativi si equivalgano, al fine di dare equa e massima legittimità alle linee di programmazione e di attuazione degli interventi.

  • È necessario che assieme alla definizione degli ambiti territoriali dei Distretti vengano esplicitati quali Servizi verranno atttivati sul territorio, le modalità , i riferimenti per l’accesso e i tempi di attuazione.
  • Il concetto di integrazione degli interventi deve essere inteso in senso il più ampio possibile,

tenendo anche dell'Associazionismo e del Terzo settore. In particolare, in riferimento al Terzo Settore attivo nel nostro territorio provinciale (es. Coop. Di Tipo B), è essenziale valorizzare e potenziare le collaborazioni già in atto, in un'ottica di sviluppo e incentivazione di tutte le risorse esistenti.

  • Per qualsiasi percorso riorganizzativo riguardante settori ampi del Sistema Sanitario, come quello in atto nei nostri territori, cui è deve essere sottesa non solo una logica economicistica ma anche di tutela della salute die cittadini secondo il dettato costituzionale, è indispensabile e necessario prevedere una forte condivisione con gli Amministratori Locali, Associazioni di pazienti e familiari, comitati di cittadini e Reti professionali: per questo devono essere previsti ed attivati dalle Direzioni Aziendali, strumenti che consentano la partecipazione attiva alla programamzione, oltre che delle Amministrazioni Locali, dei cittadini ad ogni livello (es. Comitato di partecipazione, ecc.)

    Rossella Procopio

lunedì 5 gennaio 2015

Nuova vita per Amag ( ambiente )

Dopo la positiva operazione che ha consentito di salvare l'azienda alessandrina di raccolta rifiuti e i posti di lavoro, occorre puntare a migliore il servizio. Una campagna di comunicazione dovrebbe concentrasi sulla valorizzazione e miglioramento dei sistemi esistenti.


L’evoluzione  che sta avendo la nuova società per la raccolta rifiuti in Alessandria, che oltre al “salvataggio” di una delle principali aziende pubbliche cittadine, ha permesso il mantenimento dei posti di lavoro va valutata positivamente : Amag ambiente ha messo in campo una operazione valida  (anche in relazione all’attuazione del piano Cottarelli che prevede dal 1° gennaio 2015 l’avvio di un processo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie dirette e indirette a cura degli Enti pubblici soci, in modo da conseguire una riduzione delle stesse)  non era per niente scontata e facile, viste le vicissitudini societarie di questi anni. Va ricordato che stiamo parlando di un fallimento vero e proprio che ha responsabilità ben precise nelle gestioni degli anni passati, e che ha gravato sui costi e sul servizio.
Probabilmente un nuovo piano industriale che rimetta in sesto il servizio di raccolta rifiuti in Alessandria è alle porte, crediamo utile riportare alcune valutazioni emerse durante  il lavoro come commissione ambiente, che ha affrontato più volte l’argomento.
Andrà valutata la situazione assolutamente “irrazionale” del sistema della raccolta, che per effetto delle politiche contraddittorie degli ultimi anni, aveva visto il progressivo abbandono del sistema porta a porta, che pure aveva dato buoni risultati, peraltro mantenuto  in centro e in alcune vie del quartiere Cristo e mai attuato in alcuni sobborghi . Il risultato è stato, oltre ai costi per la sostituzione dei cassonetti , un progressivo diminuire della percentuale di raccolta differenziata (al 49,5%  riferita al consorzio, inferiore di 4 punti alla media regionale e lontana dagli obiettivi  di 65% che il D.G.R. n.44-12235 del 2009 si pone come obiettivo).
Una campagna di comunicazione efficace che riporti al senso civico fondamentale per un tema delicato come questo e ad maggiore utilizzo dei sistemi esistenti (isole ecologiche) un chiarimento sulle utilizzazione degli ispettori ambientali e un miglioramento dei mezzi , della loro manutenzione sono altri aspetti importanti che Amag Ambiente dovrà affrontare nei prossimi mesi.



mercoledì 31 dicembre 2014

Intervista sui trasporti . CorrierAL



Coloris Daniele 2Di trasporto pubblicoDaniele Coloris si occupa praticamente da sempre, e non solo per ragioni professionali (è capostazione presso Rfi-Trenitalia), ma per passione e scelta. Più volte abbiamo pubblicato sue riflessioni sul tema, e nei giorni scorsi lo abbiamo incontrato proprio nella sua veste di responsabile provinciale Trasporti del Partito Democratico, anche se in consiglio comunale ad Alessandria si occupa specificamente d’altro (è presidente della commissione Sicurezza e Ambiente: altro settore per nulla di semplice gestione). Da Atm al consorzio Scat, fino ai trasporto su rotaia, il filo conduttore in questi anni sembra essere uno solo: quello dei tagli delle risorse, e conseguentemente dei servizi. Senza che, peraltro, il trasporto pubblico locale sia mai stato reso più efficiente e moderno, tutt’altro. Con Coloris proviamo allora a capire se esistono vie d’uscita realisticamente percorribili, e quali sono.
Presidente Coloris, partiamo da una valutazione generale: il trasporto pubblico locale è ovunque mal messo come in Italia, e non resta che rassegnarsi allo stato presente delle cose, o esistono modelli diversi, e funzionanti?
Strade e modelli diversi, all’insegna di una maggiore efficienza, esistono e sono percorribili, e basta guardare ad alcuni Paesi europei anche non lontani da noi. Ma con una premessa: è illusorio, a mio avviso ma soprattutto guardando ai dati, pensare ad un trasporto pubblico che, sul piano delle risorse, sta in piedi da solo, in base a leggi di solo mercato. Anche in Inghilterra, che ha un modello di gestione sicuramente avanzato e moderno, il rapporto tra costi complessivi e incassi si aggira intorno al 50%. Che naturalmente è diverso dal 33% di media italiana, e dal circa 25% di Atm, per guardare a casa nostra. Mentre, ad esempio, GTT a Torino arriva al 40%.

La differenza, in tutti i casi, la mette la mano pubblica dunque. Che però si sta ritraendo sempre più…
Questo è il grande problema, oggi. I tagli di risorse (limitandoci ad esaminare il caso Piemonte) negli ultimi anni sono stati tali, da portare quasi alla paralisi, o comunque a tagli indiscriminati, sia nel trasporto su gomma che su ferro. Eppure investire in un sistema di trasporti efficiente, che eroghi servizi di qualità, e innalzi il livello complessivo di un Paese e di un territorio, rimane una sfida irrinunciabile. Da questo punto di vista, c’è un disegno di legge, di cui tra l’altro è primo firmatario il senatore del Pd alessandrino Daniele Borioli, che propone una riforma e un riordino della disciplina in materia di trasporto pubblico locale e regionale. Speriamo possa essere un passaggio decisivo verso il futuro del comparto.
Parliamo di casa nostra, partendo dal caso più emblematico e drammatico,Atm autobus ossia ATM. Come se ne esce?
(sorride, ndr) Avessi la ricetta risolutiva, l’avrei già proposta. Ma anche lì, ragioniamo sui numeri. Nel 2013 in realtà un’inversione di tendenza, sul fronte del rapporto tra costi e ricavi, c’è stato, con il recupero su base annua di circa un milione di euro. Ma nel frattempo il taglio complessivo dei contributi comunali, regionali e statali è stato di circa 3,7 milioni di euro. Ora si parla di ricerca di un partner forte, e vedremo nelle prossime settimane cosa questo potrà significare. Sicuramente però, che il partner sia GTT (il comune di Torino è già socio di minoranza di ATM) o altri, bisognerà mettere manonuovamente al piano industriale…
Atm entrataAnche perché i dipendenti di ATM, pur scesi di una decina di unità negli ultimi due anni, sono ancora tra i 220 e i 230: francamente uno sproposito incomprensibile, se pensiamo ai servizi erogati….
La strada lì non può che essere duplice: da un lato riconversione del personale verso le attività che più sono necessarie, autisti prima di tutto. Dall’altro lato ridisegnare i criteri del servizio. Ma approfittandone per rilanciare il trasporto pubblico alessandrino su gomma, non per affossarlo. E lì è il comune che, in primis, deve saper dare indicazioni, che coinvolgono anche il nuovo Piano del Traffico. So che l’assessore Ferralasco ci sta lavorando.
Alessandria in effetti ha due caratteristiche: è un comune molto vasto (più di Torino, addirittura), ma è anche una città che, in centro, ha un traffico e una difficoltà di parcheggio notevole, per essere di piccole dimensioni…..
Infatti credo che si debba rivedere l’intera logica delle linee di ATM. Che oggi, in autobus, ci vogliano 45 minuti dal Cristo all’ospedale, per fare un esempio, mi sembra un po’ troppo. Così come, sempre al Cristo, ci sono vie in cui, tra zona 30, divieti vari e auto la circolazione dei vecchi autobus è davvero complicata. In centro, invece, a me personalmente parrebbe sensato pensare ad una drastica riduzione dell’uso dell’auto. Ovviamente però con la possibilità di un trasporto pubblico efficiente, accanto all’uso di biciclette, e al potenziamento di zone pedonali.
Altro grande problema di ATM è un parco mezzi assolutamente preistorico: come testimoniato anche da problemi recenti…
Per fortuna sono in arrivo 10 mezzi nuovi, che sul totale di circa 90 autobus non sono pochi. Certamente però non basta, e all’interno del progetto di rilancio e del nuovo piano industriale andrà previsto anche questo aspetto: naturalmente tutto ciò in rapporto ai nuovi traguardi che ATM si proporrà di raggiungere.
Guardando al resto del trasporto pubblico provinciale su gomma, non è che loAutobus-in-fiamme scenario sia molto più roseo: anche lì la litania dei tagli è ormai una costante….
Però non è vero che tutte le aziende siano state gestite con la stessa leggerezza di ATM, e che siano mal messe allo stesso modo, per fortuna. Semmai lì il problema è che la logica di muoversi verso una gestione unitaria del trasporto provinciale su gomma, avviata nel 2009 con la nascita del consorzio Scat, non è di fatto mai andata oltre ad una redistribuzione di risorse (anche lì sempre più scarse, peraltro) tra i diversi soggetti che compongono il consorzio stesso.
Stazione AlessandriaL’altra metà della luna, nel trasporto pubblico, è costituita dalle rotaie, ossia dalla galassia Fs, RFI e così via. Pochi sanno peraltro che, nel comune di Alessandria, di stazione ferroviarie ne abbiamo diverse: ma tutte piuttosto trascurate, a partire da quella principale…
Anche lì, ci si lamenta tanto dei tagli al trasporto locale, ma Trenitalia da quel punto di vista si adegua alle direttive, e ai finanziamenti, regionali. E niente vieta di pensare ad un ripensamento della rete, e soprattutto ad una riorganizzazione delle periferie….

Partiamo dalla stazione Fs di Alessandria, e dintorni, intesi soprattutto comeParcheggio Tizianoparcheggi. Dovremmo essere uno snodo primario ma…non siamo un po’ in abbandono?
(sospira, ndr) Ci lavoro come capostazione, conosco la realtà. Che non è tutta così nera, qualcosa si muove. Finalmente, ad esempio, dovrebbe essere in via di risoluzione il problema dell’accesso ai binari per le persone in carrozzina, grazie all’apertura di appositi ascensori: fino ad oggi, a chiamata, ci ha sempre pensato il personale Fs. Però naturalmente sussistono anche altre necessità, a partire da un sistema di parcheggi un po’ più moderno e funzionale, e dalla realizzazione di un Movicentro che è ormai realtà in tutte le altre città della provincia, e rappresenterebbe una risorsa importante anche per Alessandria: si parla dell’area centrale del parcheggio Tiziano, vedremo. Altre aree che potrebbero essere adibite a parcheggi, con opportuni sottopassi o navette, sono i terreni di proprietà delle FS in zona Cristo-Scalo Ferrovie. E poi non scordiamoci che sul terreno comunale le stazioni ferroviarie periferiche sono diverse, e assolutamente sotto-utilizzate. Le più ‘vive’ rimangono senz’altro Spinetta e San Giuliano, dove fermano i treni della linea per e da Tortona-Voghera. Ma a Valmadonna fermano invece pochissimi treni, e a Cantalupo addirittura nessuno: con il paradosso che lì, tranne che di notte, c’è ancora anche il personale con i diversi turni, per una serie di necessità tecniche. Mi chiedo se questa rete di stazioni minori (ma anche Cabanette e San Michele, dove non ci sono stazioni ma i treni potrebbero comunque effettuare delle fermate) non si possano utilizzare per mettere a punto un sistema di trasporto locale su rotaia, adeguatamente integrato al servizio bus. Ottimizzando l’esistente, senza stravolgimenti o aumenti di costi, e anzi magari addirittura risparmiando.
Scalo merciPoi c’è lo scalo merci, presidente Coloris: per Alessandria ormai da tempo una battaglia persa, ma che brucia, sul fronte della logistica..
E’ una struttura oggi utilizzata, al più, al 20% delle sue potenzialità, in effetti: ci arrivano, via Ovada, i container del porto di Genova che per ragioni di dimensioni non possono andare altrove, e i container della raffineria di San Nazzaro, in Lomellina. Ma quello di Alessandria rimane lo scalo merci più grande e strutturato della provincia per cui, al di là dei campanilismi e anche magari di alcune responsabilità sul piano della mancanza di proposte, credo che le potenzialità ci siano. Non solo il Terzo Valico, ma soprattutto il raddoppio della linea oggi ad un solo binario che da Genova smista le merci verso Milano e Torino potrebbero avere ricadute importanti su Alessandria. Rimango convinto che il futuro vedrà sempre più una crescita del trasporto merci su rotaia, rispetto a quello su gomma, per cui certe infrastrutture torneranno per forza di cose ad avere un ruolo strategico.
Ettore Grassano

martedì 30 dicembre 2014

Rappresentanza e attenzione per i territori in Alessandria


Pd 3 
La fine delle circoscrizioni nel comune di Alessandria, avvenuta per variata normativa nel 2012, ha aperto nel nostro territorio una discussione e una reale difficoltà nella rappresentanza nelle varie zone; le ex circoscrizioni, nonostante i limiti piuttosto evidenti, rappresentavano un riferimento formale e di ascolto rispetto alle esigenze del territorio.
Ora questo limite si è trasformato in un’assenza di qualsiasi forma di rappresentanza, con tuttalpiù i consiglieri comunali che cercano di rapportarsi con riunioni e assemblee; questo comporta una 
mancanza, più o meno parziale, di quel contatto e confronto con i cittadini o, peggio, il dare credito a gruppi o interessi più o meno legittimi, talvolta scarsamente rappresentativi.
Nel programma elettorale della coalizione che il Partito Democratico sostiene si parlaColoris nuova chiaramente di “quartieri” come superamento delle circoscrizione, quartieri che nell’articolata e complessa geografia del comune di Alessandria andrebbero identificati, oltre che in quelli “storici” cittadini, nei numerosi paesi del circondario. Probabilmente la questione “formale” è più complessa di quello che può apparire a prima vista, trovare una formula che garantisca rappresentatività, democrazia ed efficienza non è semplice, ciò nondimeno il lavoro della commissione affari istituzionali e il documento approvato dal PD di Alessandria, deve essere urgentemente portato a termine, affinando e semplificando i contenuti ove necessario.
Come segretari di zona per il Pd, Cristo e Spinetta, e comunque persone che sul territorio hanno svolto e svolgono un’attività giornaliera non da soli, riteniamo che senza una struttura e persone che, volontariamente e a titolo gratuito come noi, diano voce ai cittadini e cerchino soluzioni sia complicato andare avanti.
Sulla Fraschetta non si può più pensare che non ci sia un luogo dove possono convergere le problematiche di 7 paesi. La Fraschetta non è un quartiere, necessità di particolari attenzioni dal punto di vista ambientale,bisogna dare rappresentanza ai paesi e raccordare il tutto avendo come ambito le ex circoscrizioni; idem per la zona Sud e Nord dove sono presenti sobborghi importanti.
Mazzoni CristinaNelle nostre sia pure sommarie valutazioni riferite ai quartieri Cristo e Spinetta, che da soli contano circa 15 e 8 mila abitanti, vediamo che ci sarebbe bisogno anche qui di curare la manutenzione delle strade, rivedere la viabilità, migliorare la raccolta dell’immondizia (la positiva operazione di Amag Ambiente può aiutare), risistemare il verde pubblico e affrontare i problemi e le prospettive del commercio. Temi e problematiche proprie anche di altre zone della città, la situazione economica del Comune non permette spese particolari, ma riteniamo che i territori del nostro comune necessitino tutta l’attenzione formale e pratica possibile.

*Segreteria Ceriana (Cristo) e Spinetta
Partito Democratico Alessandria